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Presentazione del Modello Industriale Progetto di Ricerca Industriale e Sviluppo Sperimentale "AbitABILE. Tecnologie d’innovazione dell’ambiente domestico" (Cofinanziato dalla Regione Abruzzo POR-FESR Abruzzo 2007-2013 Attvità I.1.1. linea B "Sostegno alla realizzazione di Progetti di ricerca industriale e di sviluppo sperimentale")
Inserito da Admin il 26/01/2015
Presso la sede del Centro Universitario di Medicina Fisica e Riabilitativa dell’Università “Gabriele d’Annunzio” di Chieti-Pescara - oggi lunedì 26 gennaio 2015 alle ore 10.30 - è stato presentato il modello industriale per la domotizzazione degli spazi abitativi per utenti diversamente abili.
Il progetto nasce dalla collaborazione di gruppi di ricerca dell’Università “G. D’Annunzio” e da un raggruppamento di imprese aderenti al Polo di Innovazione dell’Edilizia sostenibile della Regione Abruzzo.
L’Università ha sviluppato la ricerca per l’utenza svantaggiata mentre l’impresa Las Mobili ha realizzato la spazio abitativo che l’impresa Telemetrica ha dapprima automatizzato e successivamente implementato con soluzioni domotiche. L’ingegnerizzazione è stata curata dalla ditta Digitecno mentre l’azienda Mobility It ha implementato il software di interfaccia.
Ha portato il saluto dell’Università il Rettore prof. Carmine di Ilio, il saluto della città di Chieti il sindaco Umberto Di Primio. L’intervento dell’assessore cittadino alle politiche sociali Emilia De Matteo ha messo in evidenza l’interesse dell’associazionismo per le novità relative alla diversabilità. Ha presentato i gruppi di ricerca il prof. Michele Di Sivo. Come evidenziato dalla prof.ssa Rosa Bellomo, il modello industriale del progetto AbitAbile rappresenta una tappa importante per gli ausili volti alla maggiore autonomia di soggetti diversamente abili o di utenti che perdono alcune facoltà psico-motorie per il progressivo invecchiamento.
I rappresentanti delle imprese hanno manifestato l’interesse a proseguire nel trasferimento tecnologico dei risultati per consentire una commercializzazione a basso costo per un’utenza ampia. Infatti le associazioni di volontariato presenti, le maggiori a livello nazionale e territoriale, hanno apprezzato l’integrazione domotica in grado di far dialogare e interagire tutta la tecnologia tradizionale e moderna presente in un´abitazione senza vincoli di marca, modelli e tecnologia e con forte flessibilità e modularità.
Il prof. Antonio Cilli, responsabile scientifico ICT, ha dimostrato come sia ormai possibile includere socialmente i soggetti diversamente abili permettendo la libertà di ritagliare su misura l'impianto domotico secondo le specifiche esigenze. Ogni ambiente è, infatti, gestibile attraverso la tecnologia di supervisione del software, un'interfaccia grafica semplice ed elegante disponibile su qualunque dispositivo touch screen (anche portatili), Tv di qualunque marca, PC, Mac, Linux, su tutti gli smart phone e tablet di ultima generazione compresi i sistemi iPhone, iPad, iPod Touch, ANDROID e Symbian.
La prof.ssa Augusta Marconi, direttore del Polo dell’Edilizia Sostenibile, ha evidenziato l’importanza di costruire una rete tra tutti i soggetti preposti per trasferire i risultati e sviluppare l’individualizzazione delle risposte in base alle esigenze dei soggetti. Si tratta, quindi, di superare la logica degli standard che rispondono ad un target che non esiste mai nella realtà. È, invece, necessario, far emergere i bisogni individuali e permettere, soprattutto ai soggetti diversamente abili, di trovare risposte che ne consentano la maggiore autonomia.
Ha concluso, per gli aspetti scientifici, il prof. Raul Saggini che ha messo in evidenza l’importanza del Centro Universitario di Medicina Fisica e Riabilitativa per i soggetti diversamente abili: per loro, il modello industriale del progetto Abitabile rappresenta un vero “ausilio”, ovvero una tappa importante che scienza e tecnologia hanno segnato per un’inclusione sociale partecipata e concreta.
Ha chiuso i lavori l’On. Giovanni Lolli, vicepresidente della Giunta Regionale, complimentadosi per i risultati ottenuti dal progetto e mettendo in evidenza che i Poli di Innovazione della Regione contribuiscono all’innalzamento della qualità della vita grazie al connubio tra ricerca scientifica e mondo imprenditoriale e ricordando che il vero progresso si ottiene quando la tecnologia è alla portata di tutti.